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Processo ai 5 Stelle ... ma Virginia non si presenta e Dibba archivia uno-vale-uno e apre alla sua candidatura a premier. Minniti, invece, spiazza la platea grillina de Il Fatto e strappa anche applausi. Gabanelli premier?

MARINA DI PIETRASANTA - Virginia sfugge il processo. Il ministro Minniti ci si butta dentro anima e corpo. Certo, si becca qualche fischio. Ma sta lì, sul palco del teatro della Versiliana, alla Festa del Fatto Quotidiano, territorio decisamente "nemico", in un contesto non facile visto che deve parlare dopo due astri del Movimento 5 Stelle come Furio Colombo e Milena Gabanelli. Eppure alla fine il ministro dell'Interno strappa anche qualche applauso. Perché la forza degli argomenti vince su ogni propaganda.  Giornata conclusiva della festa che ogni anno il quotidiano di Marco Travaglio organizza nella villa della Versiliana per tutta l'estate luogo di incontri e dibattiti e poi "prestata" ad iniziative private (il prossimo fine settimana ospiterà la Festa de L'Opinione). Durante il giorno dibattiti, la sera teatro e concerti. Un buon modello di business. Che pare produca buoni utili. Oltre che conquistare adepti alla squadra, o anche partito, de Il Fatt...

"Oltre centomila migranti adesso devono lasciare l'Italia ed essere distribuiti negli altri paesi europei. In nome dell'Europa e della solidarietà" Il professor Roberto Zaccaria, costituzionalista e presidente del CIR, commenta la sentenza UE sulle rilocation *

Una sentenza “molto positiva” perché obbliga gli stati dell’unione a “farsi carico del ricollocamento dei rifugiati” e perché “ribadisce uno dei principi vincolanti dell’Unione: la solidarietà”. Il professore Roberto Zaccaria, ex parlamentare Pd, docente di diritto costituzionale e ora presidente del CIR (Comitato italiano per i rifugiati) legge con rigore e attenzione il dispositivo con cui la Corte di giustizia europea questa mattina ha bocciato e respinto integralmente i ricorsi di Slovacchia e Ungheria, a cui si  so no aggiunti quelli di P olonia e Repubblica Ceca, che avevano detto no alle cosiddette “ rilocation ”,  il meccanismo di distribuzione nei paesi europei di rifugiati e richiedenti asilo sbarcati in Italia e Grecia non come destinazioni finali ma perché primi porti utili dove mettersi in salvo in fuga da guerre, persecuzioni, carestie. Il meccanismo era stato approvato dalla Commissione europea nel 2105 a fronte  di flussi  migratori eccezionali, dovev...

PSICODRAMMA A SINISTRA. BERSANI E PISAPIA NON TROVANO LA QUADRA. E IL PD TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO, GRAZIE A CROCETTA *

   E dire che una volta, poco tempo fa, si sono chiamati "Insieme".  Giuliano Pisapia e Pierluigi Bersani, e poi D Alema e altri leader, da Laura Boldrini ad Arturo Scotto in quel "perimetro largo" del centrosinistra che avrebbe dovuto comprendere anche Prodi e Letta e molto altro. Tutti coloro che hanno in odio Matteo Renzi, sostanzialmente. C'è chi accarezzava, in quei giorni, percentuali del 15 per cento. Era il primo dil luglio, in piazza Ss.Apostoli ci fu la festa di fidanzamento con tanto di palloncini arancioni e bandiere rosse con la scritta Art. 1.  È durata pochissimo. Le incomprensioni sono iniziate subito. Quel primo luglio, ad esempio, c'erano "troppe bandiere rosse" osservò Pisapia. E troppo odio contro Renzi, che non è mai stato il suo esclusivo obiettivo. Da quel comizio fondativo in realtà, invece che un percorso insieme, è iniziata una diaspora con tre passaggi via via sempre più stretti: l'irritazione per l'abbraccio tra ...

Le otto "trappole" di una lunga campagna elettorale

Ieri la Camera, oggi qualche faccia anche al Senato, commessi e assistenti d'aula che si rivedono in giro,  qualche commissione che si riunisce. Quella di queste ore non è la solita ripartenza lenta dell'anno "politico".  Oggi, nei fatti,  inizia la campagna elettorale per le politiche del 2018. E i prossimi mesi - 6/7 se la si guarda dal Nazareno; 8/9 con quelli di tutti gli altri tranne forse Lega e 5 Stelle - saranno disseminati di trappole per il governo Gentiloni. Che è soprattutto un governo a maggioranza Pd. Ciascun passaggio  parlamentare avrà addosso non tanto il peso dell'ultimatum al governo - quello c'è stato sempre almeno nell'ultimo anno di questa disgraziata legislatura - ma porterà con sè la responsabilità di togliere e levare pezzi importanti di consenso. Deciderà alleanze e divorzi. Potrebbe anche cambiare in meglio questo Paese. Di sicuro, non date retta a chi vi dice che "la legislatura è finita", che servirà a votare "so...

Gentiloni, le destre e il fuoco amico: tutti i fronti di un premier attaccato da sinistra e da destra. Giorni fa,nelll'intervista al TG1, il premier ha mostrato la sua forza ma anche la sua debolezza. E ha parlato per l'autunno: “Bene Minniti e bene i dati economici. Ora si tratta di trasformare la crescita in benefici concreti per lavoro e famiglie”

Per uno che fa dell’ understatement la cifra del mandato – fatti e poche parole – e che in otto mesi ha rilasciato una sola intervista, parlare al TG1 delle venti equivale ad un messaggio che va molto oltre le parole dette. Che pure sono importanti. Paolo Gentiloni sceglie i microfoni del Tg1 per numerosi motivi: cercare di mettere ordine nella squadra di governo dopo le tensioni sulle Ong e la diversità di opinioni tra i ministri Minniti e Delrio; rassicurare le istituzioni, dal presidente Sergio Mattarella alla Bce; tenere a bada gli sciacalli di casa che sentono odore di crisi; e gli sciacalli di fuori casa che ugualmente scommettono su logoramento lento dell’esecutivo del premier per affondarlo durante la complessa sessione autunnale di bilancio.  Aver fatto quell’intervista non è stato un segnale di debolezza. Ma neppure di forza. Significa che il premier è consapevole che il suo governo è appeso giorno dopo giorno ad un numero infinito di variabili. Quasi nessuna controllabil...

LAURA PUNTA A BRUXELLES CON IL TRAMPOLINO DI PISAPIA MA DIVIDE MOLTO ANCHE IN QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE LA SUA BASE La presidente della Camera preoccupata per il suo futuro. Anche perché non si accontenta di sedere semplicemente tra gli eletti del nuovo Parlamento

Jolly o handicap? Risorsa o limite? Laura Boldrini scende in campo. Aspetta l'ultimo giorno di apertura del Parlamento, l'ultimo prima di una lunga chiusura (l'aula è convocata per  il 12 settembre ) e in un'intervista al Corriere della sera mette da parte il ruolo di terza carica dello stato e mostra la carte in tavola: "Pisapia è il leader e io sono pronta a fare la mia parte". Cioè a candidarsi. Per un ruolo importante, però, perché mica si può finire a fare la semplice deputata o senatrice dopo che si è stata "la presidente della Camera", la terza donna da sempre dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. La tentazione di fare outing era venuta già altre volte. Clamoroso il primo luglio, nella piazza arancione di Santi Apostoli a Roma dove Pisapia provò a trovare la sintonia con la  piazza di Articolo 1,  Bersani  e D'Alema. Fusione a freddo rinviata allora e da allora ancora incerta. Poi la presidente si ricordò la carica e il peso del ruolo e si lim...

Caso Regeni, Manconi: "Riapriamo l'ambasciata in Egitto ma si attuino misure alternative per avere la verità". Il senatore che guida al Senato la Commissione per i diritti umani rimprovera l'Eni. "In 18 mesi solo una volta parole di vicinanza alla famiglia". La ricucitura diplomatica può passare anche da qua *

Se vogliamo inviare nuovamente il nostro ambasciatore al Cairo, lo si faccia, “non ho pregiudizi sul punto” dice il senatore Luigi Manconi, membro della commissione Difesa e soprattutto presidente della Commissione per la tutela dei diritti umani. E però, aggiunge subito dopo, “si trovino altri modi per fare pressione sul regime di Al  Sisi  e sulla procura del Cairo  per avere tutta la verità sul massacro di Giulio  Regeni ”.  Un suggerimento anche l’Eni, il player economico-commerciale più strategico tra Libia e Egitto:  l’ad   Descalzi  trovi il modo di dimostrare interesse e vicinanza al dossier  Regeni  e alla famiglia .  Intervistiamo Luigi Manconi dopo che il dibattito parlamentare sulla nuova missione in Libia ha riportato , come avete letto su Tiscali.it,  in primo piano, con urgenza pur tra timidezze e imbarazzi,  il caso della vacanza diplomatica dell’Italia dall’Egitto .  Nell’aprile 2016 , due mesi dopo i...