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Consip, le parole di Vannoni, teste chiave per la fuga di notizie e quell'interrogatorio "da incubo"

Quel groviglio politico giudiziario che è l'inchiesta Consip è arrivato al giro di boa. È successo tutto in poche ore. Come nei migliori gialli.  Il Consiglio superiore della magistratura indaga su due inchieste della procura di Napoli - Cpl Concordia e Consip - che condividono lo stesso pm, Henry John Woodcock, sospettando irregolarità nello svolgimento delle indagini. Il procuratore generale Ciccolo ha acceso i riflettori su Woodcock perché avrebbe esternato oltre misura nel massimo momento mediatico dell'inchiesta. Ieri il Senato si è liberato di ben cinque mozioni che riguardavano il ministro Luca Lotti (indagato in uno dei quattro filoni dell'indagine, quello che riguarda la fuga di notizie istituzionale, insieme con il comandante generale dell'Arma Tullio Del Sette e il generale Emanuele Saltalamacchia) e l'ad di Consip Luigi Marroni (non è indagato): è passata la linea del Pd e della maggioranza (azzerare i vertici della controllata del Tesoro nonostante le r...

L'inchiesta Consip e le grandi manovre dentro e fuori l'Arma

L C'è aria di voler accelerare a piazzale Clodio sull'inchiesta Consip e i suoi vari filoni. La corruzione è quasi chiusa. La fuga di notizie istituzionali sembra avviarsi verso la conclusione. Ieri, venerdì 16, l'interrogatorio del presidente di Consip, Luigi Ferrara. La prossima settimana sarà la volta di Filippo Vannoni, teste chiave almeno quando Luigi Marroni per la parte che riguarda la fuga di notizie e quindi il coinvolgimento dei vertici dell'Arma e del sottosegretario Luca Lotti.  Ma per valutare bene la portata politica ma soprattutto istituzionale dell'inchiesta occorre soffermarsi di più e meglio su quello che è successo il 7 giugno negli uffici della procura di Roma a piazzale Clodio. Quel giorno, il procuratore capo Pignatone, l'aggiunto Ielo e il sostituto Palazzi interrogano due ufficiali del Noe. Il primo è il numero due del Nucleo operativo ecologico dei carabinieri, il colonnello Alessandro Sessa. Sono le 15. Alle 17 davanti ai pm si siede - ...

Consip, i dubbi dei pm romani su tempi e modi dell'interrogatorio di Marroni

Sarà merito - o colpa – dei funerali della legge elettorale. Fatto sta che restano relegati in pagine e titoli secondari dei quotidiani gli sviluppi della vicenda Consip. Con la puntuale cadenza mensile, la procura di Roma tira fuori da quella sacrosanta inchiesta su fatti di corruzione nella più grande centrale pubblica di spesa – la Consip appunto – indizi sempre più inquietanti di un depistaggio di Stato che sarebbe stato messo in atto da chi era titolare delle indagini.  Per gli appassionati – ma questa vicenda dovrebbe appassionare tutti i cittadini – ricordiamo che, oltre alla corruzione (indagati l'imprenditore Romeo e il dipendenti Consip Gasparri), un filone d'indagine riguarda il traffico illecito di influenze (indagati il faccendiere Russo, l'ex parlamentare Bocchino e Tiziano Renzi) e che un altro filone contesta la rivelazione di segreto istruttorio ai vertici dell'Arma, nello specifico al generale comandante Del Sette e il generale Saltalamacchia, e al min...