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PSICODRAMMA A SINISTRA. BERSANI E PISAPIA NON TROVANO LA QUADRA. E IL PD TIRA UN SOSPIRO DI SOLLIEVO, GRAZIE A CROCETTA *

   E dire che una volta, poco tempo fa, si sono chiamati "Insieme".  Giuliano Pisapia e Pierluigi Bersani, e poi D Alema e altri leader, da Laura Boldrini ad Arturo Scotto in quel "perimetro largo" del centrosinistra che avrebbe dovuto comprendere anche Prodi e Letta e molto altro. Tutti coloro che hanno in odio Matteo Renzi, sostanzialmente. C'è chi accarezzava, in quei giorni, percentuali del 15 per cento. Era il primo dil luglio, in piazza Ss.Apostoli ci fu la festa di fidanzamento con tanto di palloncini arancioni e bandiere rosse con la scritta Art. 1.  È durata pochissimo. Le incomprensioni sono iniziate subito. Quel primo luglio, ad esempio, c'erano "troppe bandiere rosse" osservò Pisapia. E troppo odio contro Renzi, che non è mai stato il suo esclusivo obiettivo. Da quel comizio fondativo in realtà, invece che un percorso insieme, è iniziata una diaspora con tre passaggi via via sempre più stretti: l'irritazione per l'abbraccio tra ...

Le otto "trappole" di una lunga campagna elettorale

Ieri la Camera, oggi qualche faccia anche al Senato, commessi e assistenti d'aula che si rivedono in giro,  qualche commissione che si riunisce. Quella di queste ore non è la solita ripartenza lenta dell'anno "politico".  Oggi, nei fatti,  inizia la campagna elettorale per le politiche del 2018. E i prossimi mesi - 6/7 se la si guarda dal Nazareno; 8/9 con quelli di tutti gli altri tranne forse Lega e 5 Stelle - saranno disseminati di trappole per il governo Gentiloni. Che è soprattutto un governo a maggioranza Pd. Ciascun passaggio  parlamentare avrà addosso non tanto il peso dell'ultimatum al governo - quello c'è stato sempre almeno nell'ultimo anno di questa disgraziata legislatura - ma porterà con sè la responsabilità di togliere e levare pezzi importanti di consenso. Deciderà alleanze e divorzi. Potrebbe anche cambiare in meglio questo Paese. Di sicuro, non date retta a chi vi dice che "la legislatura è finita", che servirà a votare "so...

LAURA PUNTA A BRUXELLES CON IL TRAMPOLINO DI PISAPIA MA DIVIDE MOLTO ANCHE IN QUELLA CHE DOVREBBE ESSERE LA SUA BASE La presidente della Camera preoccupata per il suo futuro. Anche perché non si accontenta di sedere semplicemente tra gli eletti del nuovo Parlamento

Jolly o handicap? Risorsa o limite? Laura Boldrini scende in campo. Aspetta l'ultimo giorno di apertura del Parlamento, l'ultimo prima di una lunga chiusura (l'aula è convocata per  il 12 settembre ) e in un'intervista al Corriere della sera mette da parte il ruolo di terza carica dello stato e mostra la carte in tavola: "Pisapia è il leader e io sono pronta a fare la mia parte". Cioè a candidarsi. Per un ruolo importante, però, perché mica si può finire a fare la semplice deputata o senatrice dopo che si è stata "la presidente della Camera", la terza donna da sempre dopo Nilde Iotti e Irene Pivetti. La tentazione di fare outing era venuta già altre volte. Clamoroso il primo luglio, nella piazza arancione di Santi Apostoli a Roma dove Pisapia provò a trovare la sintonia con la  piazza di Articolo 1,  Bersani  e D'Alema. Fusione a freddo rinviata allora e da allora ancora incerta. Poi la presidente si ricordò la carica e il peso del ruolo e si lim...

SOS centrosinistra, perchè la "torta" di Renzi non basta più. E neppure "l'unità"...

La torta è colorata e avrebbe anche numeri positivi. Ma non basta. Ed è una torta triste. Perché dietro le cifre ci sono sconfitte brucianti che segnano un punto di non ritorno: nel Pd e nel centrosinistra serve con urgenza un cambiamento, di contenuti e di metodi. L’alternativa è una slavina di consensi. Per qualcuno - a cominciare dal ministro Orlando che pure ha perso tutto nella sua Liguria per finire con Mdp e tutto quello che c’è nel mezzo - serve anche un cambio di nomi, cioè del segretario al quale si chiede già nell’immediato post voto di fare un passo indietro. Come se non si fosse appena concluso un congresso che lo ha largamente confermato vincitore. E’ molto probabile che invece il fuoco amico contro Renzi sia parte del problema. Il segretario del Pd lancia la torta, che è un grafico, in mattinata, via Facebook. Riporta i numeri di Youtrend (società di sondaggi e misuratori di consensi politici) per cui, relativamente ai comuni sopra i 15mila abitanti, il Pd e il centro...